In attesa di cervello nuovo, incollo.

Senza Memoria Concreta.

Estigàzzi.

Blogger: ajabulle
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Acido e birra. L'Italia è una repubblica fondata sul bigotto. Rivoglio le mie ali nere, il mio mantello. ... il tempo che decidi di sprecare, non è sprecato.

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martedì, 15 novembre 2005
Assenzio.

absinth

Bevanda ad onesta gradazione alcolica. già. Liscia va servita con una zolletta di zucchero flambè poggiata su cucchiaino. Si narrano poteri allucinogeni dovuti al principio attivo dell'Artemisia, pianta da cui viene distillato. Si narrano anche poteri nefasti e mortiferi. Ricopre un ruolo di rilievo nel panorama culturale e artistico, essendo stata usata a ricche sorsate da poeti maledetti e alcolizzati. Da esponente di quest'ultima fazione, ho ritenuto doveroso testarne l'efficacia. C'è da dire che l'italia, stato attento alla salute dei propri cittadini, non ha permesso la divulgazione della bevanda originale munita dei principi attivi interessanti, ma c'è anche da dire che Dio da e Dio toglie. E a me ha dato un cervello automunito di effetto allucinogeno. Perchè stanotte era un'allucinazione. E probabilmente quel viale in salita non aveva lo stesso nome geografico di sempre, la città era sottosopra, il tempo e la musica era indietro di anni. il lunedì al cinema era pieno più del sabato. Si. Era un'allucinazione. Morbida e sognante.

Mi chiamo Davide e sono un alcolista.

Frutto malsano di: ajabulle a 13:40 | link | commenti (2) |

venerdì, 11 novembre 2005
LA MIA CASA. PARTE PRIMA.

Stamattina mi sono svegliato e ho finalmente deciso che la dimora in cui vivo ha, a ragione, diritto di pubblicazione. Io ormai ci vivo da parecchio, e non riesco più a coglierne le peculiarità ma mi sforzerò, poichè niente è al suo posto e all'occhio esterno risulterà, a farla breve, un troiaio. Si perchè la mia non è una casa, è più  un ecosistema, dove tutto sopravvive in bilico sul burrone, a partire dalle nidiate di polvere per finire con le  bucce di banane. Parto con il descrivere gli abitanti, che sono 4 me compreso. Io vivo con la famiglia, ma ho appurato nel tempo che il rapporto è totalmente atipico e si vive più o meno come 4 studenti universitari. Nessuno si cura dell'altro, ci si vede di rado quando gli orari coincidono, non si mangia mai insieme, nessuno pulisce, nessuno s'incazza se nessuno pulisce, qualcuno s'incazza quando il livello di casino supera la calpestabilità del suolo, ma non viene ascoltato dai restanti abitanti. Il qualcuno in questione viene preso da raptus zeracco e riordina. Ma l'ordine creato non è mai l'ordine di una casa normale, è il disordine di una casa normale, ma ormai siamo tutti abituati e il disordine normale ci soddisfa. Inoltre vengono a formarsi delle gaudiconcrezioni di oggetti dimenticati da dio negli spazi vuoti del pavimento per cui capita che, ad esempio, guardandosi attorno in questa stanza che dovrebbe essere un soggiorno gli oggetti atipici si sprecano. C'è un mobile per il computer, un acquario con i pesci, un pianoforte sommerso di cartacce, un divano letto semiaperto, uno stenditoio appeso alla finestra, una tv con una playstation (UNO) mummificata nel mobile sottostante. Niente di strano. Il problema è quando poi, guardando nelle zone che dovrebbero essere vuote, trovi una coperta sul pavimento, piegata amorevolmente che giace lì da circa un mese, un fucile giocattolo, anch'egli ormai parte integrante della coperta, una corda, scatoloni vuoti, scatoloni pieni di pietre, (DA DOVE SONO USCITE?) una ruota di camion con al suo interno montato un woofer, rotto, due palloni da calcio sgonfi, distese di scarpe probabilmente spaiate. E questo è il minimo, perchè l'ecosistema più interessante è il tavolo della cucina, e si. Perchè lui, LUI, splende di luce propria. Il tavolo della cucina è come una sorta di Jenga, l'odioso gioco di società, ma al contrario:  resiste inalterato finchè ogni centimetro non viene invaso da piatti-posate-scodelle. A questo punto si inizia, come le maggiori metropoli insegnano costruendo grattaceli, a svilupparlo in verticale. Iniziano quindi a formarsi delle abili e precarie pile di piatti puntellati di posate, avanzi a scalare dal centro ai bordi in maniera piramidale onde evitare il crollo. Visto che a casa mia non si mangia mai insieme, l'equilibrio del tavolo si mantiene quando un pezzetto dello stesso sia in grado di ospitare piatto, posata, eventuale pezzo di pane, bicchiere ammesso che ce ne siano puliti o in alternativa bottiglia. Nessuno si cura della sua liberazione finchè Jenga collassa. Quando non è più possibile ammucchiare, allora gli abitanti impazziscono, e seppur tentati di comprare un tavolo nuovo, si chinano al volere di dio e riportano la situazione a zero. Ora ho fame e vado a mangiare, nella speranza che un angolo sia libero.

Frutto malsano di: ajabulle a 14:19 | link | commenti (3) |