In attesa di cervello nuovo, incollo.

Senza Memoria Concreta.

Estigàzzi.

Blogger: ajabulle
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Acido e birra. L'Italia è una repubblica fondata sul bigotto. Rivoglio le mie ali nere, il mio mantello. ... il tempo che decidi di sprecare, non è sprecato.

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sabato, 31 dicembre 2005
Feliz Navidad y Jodido año nuevo.

 

 Capodanno. L'ultimo dell'anno. Tutti jumping and sparkling ad attendere la linea di confine. Li ho guardati. Cercano la festa migliore, il posto con più gente. Leggi inviti  di sicuro effetto a serate in discoteca tipo "il DIVERTIMENTO è SPAZIO NEWTON"  "il capodanno è LO TSUNAMI".  Ma che vi affoghi lo tsunami. Capodanno è una festa del cazzo. Ma non è colpa sua, è colpa nostra, perchè l'abbiamo trasformata in un continuum della rincorsa consumista. A capodanno bisogna ridere di più, fare più casino, tirare più petardi, essere più felici, bere di più. Per quanto riguarda l'ultimo punto credo che mi risulti impossibile migliorarmi visti i livelli già fieramente raggiunti. A capodanno non è importante con chi si sta, è importante quant'èffigalafestadov'eriequantoc'haibevutotutto. C'è da dire che sono un tradizionalista. A me piace il fuocherello, la cena, la cena piena di cose ipercaloriche che mangi a sfinimento e col vino si intende, perchè non siamo piante, l'acqua è per loro. Mi piacerebbe dover evitare di mandare sms qua e la. Perchè quella gente la vorrei con me. E gli altri che si fottano, e nemmeno il messaggino standard. Tanto lo leggi ed è già passato.

Non mi sento affatto parte del tutto, del movimento astrale per la realizzazione del capodanno perfetto. Vi guarderò dall'alto della mia fastidiosa superiorità, con cui in tutta franchezza mi pulisco volentieri il culo ma da cui non posso prescindere. Sto bene io su quel tetto, con la faccia all'insù, una bottiglia sotto braccio e il fumo che esce dalla bocca ad ogni respiro, pesato. Vi guarderò dall'alto ridendo delle vostre vite vuote, per evitare di pensare alla mia, di vita vuota.

Eh si....

Quest'anno l'anno dura un secondo in più. La rotazione terrestre è più lenta degli orologi. Che culo. Io quel secondo lo userò per dare un bacio, è l'unico uso interessante che se ne possa fare.

"It may sound absurd...but don’t be naive

Even heroes have the right to bleed

I may be disturbed...but won’t you concede

Even heroes have the right to dream

It’s not easy to be me..."

Five for Fighting - Superman.

 

Frutto malsano di: ajabulle a 13:27 | link | commenti (1) |

sabato, 17 dicembre 2005
Nuvole....

Vanno
vengono
ogni tanto si fermano
e quando si fermano
sono nere come il corvo
sembra che ti guardano con malocchio

Certe volte sono bianche
e corrono
e prendono la forma dell’airone
o della pecora
o di qualche altra bestia
ma questo lo vedono meglio i bambini
che giocano a corrergli dietro per tanti metri

Certe volte ti avvisano con rumore
prima di arrivare
e la terra si trema
e gli animali si stanno zitti
certe volte ti avvisano con rumore

Vanno
vengono
ritornano
e magari si fermano tanti giorni
che non vedi più il sole e le stelle
e ti sembra di non conoscere più
il posto dove stai

Vanno
vengono
per una vera
mille sono finte
e si mettono li tra noi e il cielo
per lasciarci soltanto una voglia di pioggia.

F. De Andrè.

Frutto malsano di: ajabulle a 22:16 | link | commenti (7) |

domenica, 11 dicembre 2005
Perchè è amore.

majuloPerchè è stata una scelta non dettata da alcuna ragione di utilità
Perchè è bello
Perchè l'ho elaborata con poco ( e - va - da - panico )
Perchè è un cofanetto di ricordi
Perchè non lascia il tempo che trova
Perchè i bambini fanno "OOOHHHH!!!"
Perchè non è comoda ma ci sta tutto
Perchè i suoi problemi si risolvono sempre
Perchè dopo quasi 70 anni siamo ancora qui a sentire gente che ci chiede "perchè?"
Perchè sono ricco e la benzina me la regalano
Perchè spesso salgo e sogno, invece di guidare
Perchè sono parte di lui
Perchè è parte di me
Perchè è zoomorfo
Perchè è simpatico
Perchè è colorato
Perchè me lo invidiano Perchè lo aggiusto io
Perchè lo lavo io
Perchè è stato il figlio che non avevo
Perchè mi porta ovunque
Perchè il rispetto se lo è guadagnato sulla strada
Perchè non ha un perchè!

perche' anche quando sono sbronzo mi porta a casa integro,
perche la pula al posto di fermarmi per i controlli sorride e mi fa passare,
perche' ha piu' stile di qualsiasi audi TT del tuo vicino di casa,
perche' basta dire che hai un maggiolo in un gruppo di gente che non conosci per diventare subito amici,
perche' le sgarelle nonostante non ci capiscano un H di motori vogliono comunque farci un giro a tutti i costi
perche' fondamentalmente non sei tu il padrone della macchina, e' piu' un tacito accordo di convivenza (un po' come i gatti.)
perche' quando lo guidi sembra che tutto il resto non conti
perche' fa sempre piacere trovare al mattino un bigliettino con su scritto "lo vendi? " e chiamare e dire ...

"NO"!!

perchè non è per niente sicuro,
perchè la radio prende niente,
perchè se freno non mi fermo...
perchè gli ammortizzatori non ammortizzano nulla...
perchè non ha ripresa, perchè non va forte,
perchè ogni tanto, crisoni e panico perchè non parte...
perchè quando fa freddo ci mette tanto a scaldarsi,
perchè ha i fari che illuminano niente,
perchè ti insultano quando non superi i 90 km/h"
perchè non le troveresti mai un difetto anche se ne ha mille.

perchè ha motorizzato paesi interi...
perchè un'auto del genere nei pochi neuroni di un bambino di 3 o 4 anni ha provocato uno shock... e nella tua immaginazione doveva essere veloce quasi come le ferrari, perchè aveva 2 tubi di scappamento.
perchè nn è mai banale...
perchè riunisce gente cn lo stesso spirito...
perchè è stata la prima auto a diffusione "mondiale"...
perchè è unica...
perchè riesce sempre a strapparti un sorriso... anke se ne vedi passare una nn tua...
perchè arriva dove le altre si fermano... "là dove osano i maggioli"...
perchè ha quel musino (o musone) sempre sorridente...
perchè ha una sua anima...
perchè se le parli ti capisce...
perchè è l'Auto con la A maiuscola...
perchè se kiedi ad un bambino di 4 anni di disegnarti un' auto nel 99,9% dei casi ti disegna un maggiolo...
perchè ha una storia unica, iniziata nn proprio nel migliore dei modi ma finita benissimo...
perchè ha resistito sulle linee di produzione di tutto il mondo dal '38 circa al 2003... ha attraversato 2 millenni...
perchè ha un'anima...
perchè è l'auto della Love Generation...
perchè nn è mai stata uno status simbol...
perchè nn è fighetta nè "tamarra"...
perchè era l'auto dei figli di papà e dei figli dei fiori...
perchè sempre perfetta in qualunque posto ed occasione...
perchè quando passa sorridono tutti... dai bambini ai vecchietti...
perchè il simbolo di un'epoca...
perchè una delle poke auto ke sta bene sia tirata a lucido sia piena di ruggine...
perchè x lei faresti pazzie...
perchè la conoscono tutti ma nn è mai banale cm una punto...
perchè è semplicissima ma raffinata nella meccanica e nella carrozzeria...

perchè è immortale.

perchè la carrozzeria è un'opera d'arte...
perchè a vederne una davvero bella ti commuovi...
perchè ha 2 okkietti pieni di gioia ke guardano il mondo...
perchè non invecchia, cresce.
perchè potrai sempre guardare male gli altri automobilisti, anke se è arrugginita e messa male...
perchè, cm direbbe celentano (e kazzo basta!!!), anke se è lenta di sè, è puro RNR!!!!...

Frutto malsano di: ajabulle a 12:41 | link | commenti (3) |

giovedì, 08 dicembre 2005
Ciak. Si sclera.

Ho fame. Ho freddo. Non ho voglia di cambiarmi. La musica non mi piace. Ho sonno.

...non ho voglia di studiare. Domani dovrei studiare.

Voglio la ragazza. Non voglio la ragazza. Non mi piace la carne di maiale oggi. Oggi c'è solo carne di maiale.

Devo farmi la barba. L'acqua è fredda.

Non ho voglia di far toccare l'acqua alla mia faccia.

non ho voglia di scrivere.

sono annoiato

allora scrivo.

Non ho idee.

e allora non scrivo cose sensate.

...quindi non ha senso.

Frutto malsano di: ajabulle a 11:36 | link | commenti (1) |

sabato, 03 dicembre 2005
Sono in vena di un post serio.

Oggi sono particolarmente incazzato con tutto. Ma in particolare con il governo che si sta mettendo a disposizione della chiesa, allaa faccia dello stato laico e dello stato moderno e all'avanguardia. PECCATO = REATO. E' questo il messaggio che sta passando e molto dipende dai nostri merdosissimi mezzi di comunicazione, che ci stanno per ben rincoglionendo. Il resto dipende da noi, che ci facciamo rincoglionire. Sperando di far rinsavire anche solo per un momento qualche ignaro lettore che avrà il coraggio di leggermi tutto, procedo con questo mattone. Come disse Abhram (Simpson), sarò breve. Basandoci su alcuni fondamentali punti chiave si può facilmente arrivare a dedurre che qualsiasi messaggio ci venga proposto sarà il frutto di una rielaborazione tesa a comunicarci uno o più aspetti ritenuti rilevanti dall’emittente; essere coscienti sempre e in ogni contesto di questo, è il primo passo verso un analisi corretta delle informazioni che al giorno d’oggi ci arrivano, continuamente, sotto innumerevoli forme e con indici di realismo spesso differenti ma trascurati per essere semplicemente catalogati in quanto notizie.  E se una considerazione del genere può sembrare scontata, si pensi alla sufficienza con cui capita che i giovani italiani acquisiscano quotidianamente le notizie, informati da un solo quotidiano, letto perché è quello che arriva in famiglia ormai per abitudine, o ascoltando passivamente un telegiornale; atti di routine che rendono il giornalismo un arma molto potente d’informazione, ma anche di ri-costruzione della realtà. Il mondo di oggi, troppo vasto per essere appreso nella sua interezza, ci viene racchiuso in un canale specializzato a cui dobbiamo affidarci, con le dovute cautele, per essere al corrente di ciò che ci circonda giorno per giorno. Ma per farlo dobbiamo essere coscienti di come funziona, si muove, e quali interessi si muovono all’interno di un mercato di vendita dell’informazione:

è giusto ricordare quindi che la produzione di notizie è  sempre soggetta ad un processo di distorsione, che ok potrà essere intenzionale o involontaria, la prima TEORICAMENTE tesa ad uno scopo spesso provocatorio,  la seconda frutto inevitabile del contesto, della cultura e del tentativo di rendere oggettivo un resoconto prodotto attraverso un filtro tutt’altro che oggettivo qual’è la mente umana. Sta di fatto che pendiamo dalle labbra di ciò che ci dicono e questa visione quasi religiosa rischia di affidare ai media le redini del pensiero, e scatenare così un processo in cui le masse si adagino all’interno di una sfera pubblica illusoria in una sorta di “matrix” dove poche menti dotte rilasciano le informazioni essenziali al “quieto vivere”. Visione che fa paura ma che, analizzando l’evoluzione della società attuale non è poi così lontana dalla realtà: si pensi alla trasformazione di massa della società nell’ultimo ventennio: i media come portavoce della realtà creano la moda, gli status symbol, propongono attraverso il tubo catodico programmazioni (salvo eccezioni) di sempre minore spessore culturale e che sovente riempiono e proiettano in particolare le giovani menti verso ideali, stereotipi  e sogni spesso irraggiungibili distogliendole dalla realtà e dalle problematiche quotidiane. L’informazione audiovisiva inoltre, con il suo passare da una notizia all’altra privo di connessioni, ci porta in un mondo quasi al di fuori della realtà dove le notizie appaiono in una luce distorta, e la corretta informazione viene data, ma modellata a seconda dello scopo che si vuole ottenere. Significativo citare un commento della CNN sulla prima notte di bombardamenti su Baghdad nella guerra del Golfo del 1991, in cui si sentiva “sembra di essere alla festa del 4 luglio”. Esempio più che eloquente che si cercasse di distrarre l’attenzione dal reale problema di una città che esplodeva facendola quasi passare per una festa gioiosa. È facile interrogarsi su come un evento possa essere falsato, ma quando un buon montaggio e un commento unificatore vengono assorbiti nell’ascolto quotidiano delle notizie televisive, la riflessione sulla veridicità dell’informazione, veicolata da interessi di vario genere, viene tralasciata e “il popolo ingoia” le informazioni prendendole per vere, e assorbendone tutti i messaggi annessi. È però anche vero che il diffondersi di diverse e contrapposte fonti di informazione permettono alle volenterose testine non propriamente ricolme di merda di porsi in una prospettiva più globale e di monitorare e scegliere. Non ingoiare tutto quello che viene proposto, la verità, in ogni caso dobbiamo, dovremo, crearla con la nostra testa, una volta in possesso dei codici, delle logiche attraverso cui si muove l’informazione, con i propri interessi e le proprie posizioni.

 Dalle informazioni che riceviamo ogni giorno dipende l’economia, l’azione sociale, gli ideali e lo sviluppo del  pensiero. La società è tenuta insieme da un collante di informazioni che ne scandiscono i tempi e i modi. Ma le informazioni stesse sono prodotte dalla società. Ciò che a volte ci si dimentica è che le notizie di cui noi veniamo a conoscenza non sono la realtà nella sua interezza ma semplicemente una finestra sul mondo che ricopre più interesse delle altre. Già perché il giornalismo deve fare i conti anche con la noia del lettore, ormai assuefatto alla notizia. È così che viene data visibilità nazionale al lancio dei sassi dal cavalcavia, e l’evento rimbalza su vasta scala diventando, seppur per un breve periodo, sport nazionale.

E al giorno d’oggi, con l’avvento di strumenti d’informazione di massa più potenti della televisione, dei giornali o della radio, come internet, dove le notizie corrono in tutto il mondo in pochi secondi e possono essere create (e quindi falsificate) e distribuite da chiunque, è importante avere dei referenti stabili di informazione conoscendone scopi, indice di politicizzazione e ambito di specializzazione e stare ben attenti a non perderli di vista, ed essere pronti a confrontarli con altri, perché se è vero che il lettore moderno si è evoluto e probabilmente non ingoierebbe ad occhi chiusi una propaganda sul modello di “il duce è buono, il duce è amico dei bambini” , è anche vero che l’informazione, da sempre legata all’ambito politico, si è evoluta di pari passo e se acquisita senza spirito critico rischia di mostrarci solo un lato della medaglia.  Sussiste un rapporto biunivoco tra giornalismo e società, l’uno plasma l’altra e di conseguenza si deve adattare alle nuove esigenze di quest’ultima, pena la perdita di credibilità e di  interesse. Il boom della televisione come medium ne è una testimonianza agli occhi di tutti. L’avvento dell’informazione audiovisiva infatti, ebbe un impatto talmente grande da catalizzare l’interesse della gente, indifesa di fronte al realismo dell’immagine in movimento, “raccontata” da voci autorevoli. E tuttora ricopre un ruolo fondamentale, in quanto mezzo immediato, rapido, coinvolgente, attorno al quale si sono sviluppati interessi enormi, e che hanno fatto del mercato-notizia nell’ultimo ventennio un vero e proprio business, seppur, il piccolo “inconveniente” dell’etica professionale ne abbia frenato i margini di sviluppo. Questa ovviamente vuole essere una semplice provocazione atta però a collocare meglio quello che è oggi un industria che deve fare i conti e relazionarsi con pubblicità, marketing, e indici di “gradimento” del pubblico. La proposta delle notizie al giorno d’oggi è studiata, ed è in atto un processo di “stasi” in cui le notizie, ritmate quotidianamente nei propri spazi dedicati, non possono prescindere da determinate esigenze. La notizia,  va creata e selezionata in modo da seguire il pubblico e i punti focali d’interesse del momento. Se quindi l’interesse momentaneo si riversa sul mercato dei cani in corea, e l’opinione pubblica è sensibilizzata verso l’argomento, un caso di maltrattamento di animali avrà un ruolo di maggiore rilevanza nell’attribuire rilevanza agli innumerevoli accadimenti che si discostano dalla routine e che creano quindi una notizia. Per citare un argomento più attuale, l’allarme terrorismo esploso, (o fatto esplodere) fa si che qualsiasi ordigno esplosivo o attentato alla vita pubblica assuma un ruolo da prima pagina. Si viene a creare però in questo ambito un processo che rischia di semplificare la realtà a fatti eclatanti, spesso enfatizzati o forzati in modo da suscitare maggiore coinvolgimento. C’è da chiedersi il perché del bisogno di una ricerca di fatti “estremi” per catalizzare l’interesse del pubblico.

La risposta è probabilmente nella ripetitività con cui determinati accadimenti più o meno gravi come la politica piuttosto che omicidi o incidenti stradali entrano al giorno d’oggi nelle nostre case diventando abitudine. Si rischia di distorcere la percezione della realtà semplificandola ad una serie di eventi narrati per occupare un determinato spazio, assistendo ad una quotidianizzazione dell’imprevisto che da un lato ci può rendere coscienti del mondo attuale, ma dall’altro ci rende immuni a fatti di per sé carichi di significati su cui probabilmente, non riflettiamo più quanto dovremo. E il paradosso sta nell’evoluzione e nella crescita disarmante nel mercato di una branca del giornalismo fatta di notizie spicciole, mondane, “easy”, che ci proiettano nel mondo di Biancaneve con il principe azzurro William d’Inghilterra che riesce addirittura a guidare una macchina sportiva, sebbene debba guardarsi dal non meno capace Emanuele Filiberto di Savoia intento a tagliare un nastro ad un inaugurazione piuttosto che a concedersi il meritato riposo in compagnia di una stupenda ragazza sulle spiagge di Porto Cervo. Quello che viene detto Gossip ne è solo una minima parte se si considera la quantità di “singole irregolarità” che tendono a fare notizia: la bambina che parla ai cani, lo scandalo di Bill Clinton. Ma se è vero che il giornalismo si relaziona alla propria utenza c’è da chiedersi il perché si sia verificato tutto questo. Se la produzione di notizie tende ad attribuire un maggiore indice di “notiziabilità” ad accadimenti simili, significa forse che stiamo inesorabilmente diventando tutti suocere in cerca di qualche pettegolezzo?

AGGIUNGEREI VAFFANCULO.

Frutto malsano di: ajabulle a 20:13 | link | commenti |