In attesa di cervello nuovo, incollo.

Senza Memoria Concreta.

Estigàzzi.

Blogger: ajabulle
Nome: No.
Acido e birra. L'Italia è una repubblica fondata sul bigotto. Rivoglio le mie ali nere, il mio mantello. ... il tempo che decidi di sprecare, non è sprecato.

  • Contattami
  • Il mio profilo
  • Linkami

Archivio

oggi
ottobre 2007
giugno 2007
agosto 2006
aprile 2006
marzo 2006
febbraio 2006
gennaio 2006
dicembre 2005
novembre 2005
ottobre 2005
settembre 2005
febbraio 2004
ottobre 2003
settembre 2003
luglio 2003

Feeds

  • Powered by Splinder

Contatore

visitato *loading* volte

 
venerdì, 28 aprile 2006
Oggi giornata allegra.

Ma è puttanamente possibile che uno non riesca a trasformarsi in stupido un santo giorno e non sentire l'incombenza del malefico mondo che opprime?

Oggi odio. Odio mia sorella che passa in stanza camminando in maniera fastidiosa insieme a quel fastidioso rumore di ciabattine che fanno plik plik plik.

Odio il mio stomaco perennemente con i millepiedi dentro.

Servono soldi, tempo, aria.

"Abbassa il volume."
"NO."
 
Mi metterò le cuffie, ma solo perchè non ho voglia di discutere.

Oggi odio. Odio i passi di gente che sta per entrare in questa stanza mentre vorrei beatamente farmi i miei strafottutissimi cazzi in silenzio.

Odio chi viene a parlarmi perchè sono da troppo tempo zitto, e non ha niente da dirmi se non domande inutili...

...alle quali peraltro sono costretto a rispondere, in fretta, interrompendo il mio tanto amato silenzio, e abbassando il mio tanto amato volume, e solo al fine di poter tornare il pià presto possibile alla mia precedente condizione di muto ascoltatore di volume alto.

Servono soldi, tempo, Aria.

Frutto malsano di: ajabulle a 13:42 | link | commenti (5) |

mercoledì, 19 aprile 2006
Odio diffuso, esseri idioti (nessuno escluso)

Cagliari è un ricettacolo di persone deficienti. Lo sport nazionale è trovare sempre un modo o un motivo per storcere il naso. Purtroppo a causa di una sorta di effetto calamita repulsiva non riesco a stare molto a contatto con la Cagliari “bene”, ma ogni qualvolta mi si presenta l'occasione non posso far altro che rimanere fulminato. Insomma a 15 anni pensi che prima o poi gli passerà, che crescendo si renderanno conto che un barbour e le hogan non ti rendono diverso dagli altri, se non per quel discutibile aroma di grasso di foca. Effettivamente è così, crescendo si rendono conto che esistono anche altre marche più costose e che il barbour è passato di moda.  Parlo con persone che sono costrette ad indossare una divisa per lavoro ogni santo giorno ed impazziscono, perchè sono costrette ad uniformarsi, ma poi vedo persone che pagano per poter avere una divisa e che storcono il naso se la somma dei prezzi degli abiti di chi hanno di fronte non supera almeno le 3 cifre. Innegabile e lodevole che tale stirpe abbia sviluppato una capacità di calcolo istantaneo non indifferente, ma sinceramente non capisco. Non capisco perché ad ogni cambio di stagione tutti debbano correre a rinnovare il guardaroba perché la moda ha deciso così. Ma la moda a Londra non era la gente a farla e ispirare gli stilisti gay poco creativi? E noi? Noi Cagliari. Noi schiavi. Poi ti volti, guardi agli antipodi, a quelli “che se ne fregano”. E invece no. perché, colpo di scena, nemmeno quelli vestiti "spiritosi", che secondo legge “abito fa monaco” dovrebbero essere gioiosi come clown con pantaloni a scacchi e casuali colori arlecchini riescono a guardare oltre. Perchè poi li senti additare allo stesso modo quelli che li criticano per lo stesso motivo. Evviva il pregiudizio. Di cui poi son schiavo  io stesso parlandone in questi termini.

Frutto malsano di: ajabulle a 13:48 | link | commenti |

Riordinavo il pc... [Le Rockoteche]

Riordinavo il pc e ho trovato alcuni pezzi di roba scritta, che rischiavano d'essere cestinati. Ma siccome questo blog serve solo a ricordarmi cosa penso o cosa ho pensato in passato, vista la mutevolezza del mio io, appiccico qua, e cosìssia.

Questa produzione risale al mio ritorno da Roma, dove persi tutti i bottoni della camicia a furia di lanciarmi in mezzo al pogo del "circolo degli artisti", e che mi fece riflettere sulla differenza con la mentalità paleolitica dei dinosauri cagliaritani.

A CAGLIARI SERVE UNA ROCKOTECA.

 

Questa è una crociata. A cagliari serve una rockoteca. Un locale dove al posto delle solite sbobbe ci sparino musica che liberi l’animo impazzito che c’è, represso in ognuno di noi. L’illuminazione mi è venuta una sera al charlie, dove mi trovavo per sbaglio visto che odio stare inscatolato come una sardina. La serata trascorreva tranquilla, ossia spenta, tutti ciondolanti a sperare in un contatto con un centimetro di pelle femminile, unico scopo della serata, e palesemente annoiati dalla musica, che ormai è diventata amorfa e indistinguibile. D’un tratto compare una canzone atipica, un pezzo cantabile, (perché ormai in discoteca è impossibile cantare, visto che l’hiphop reggaeton o quel che volete odierno a meno che uno non soffra di convulsioni è impronunciabile ma soprattutto irricordabile), credo fosse “Urlando contro il cielo” di Ligabue e puff, di colpo l’ambiente risorge, si crea una sorta di atmosfera da concerto, irrilevante che il gruppo non fosse presente: c’era un pezzo da condividere, da cantare a squarciagola.

Come si fa ad essere coinvolti dall’ultimo pezzo di  Mattafix?? Io non so nemmeno chi è, per fare l’esempio son dovuto andare a leggermi le classifiche. Ma soprattutto come faccio a ricordarmi la canzone se il mese prossimo non ci sarà più? Quando ormai molte lune fa si andava all’opengate, il momento glorioso era la successione di Blink182 “what’s my age again” “Basket Case” dei greenday e gli Offspring con “Pretty fly…”, “Song 2” dei Blur. Si pogava, si impazziva, si urlava, si cantava. La discoteca non era più un pisellatoio e basta. Sti cazzi se la ragazzina di fianco non ti si filava. Era anche un concerto in cui ci si ricordava che la musica non è lì solo di sottofondo. Mi chiedo se sia così azzardato fare una bella rocckoteca dove al posto della divertentissima Rana pazza mi sparino I Prodigy, Muse, Motel Connection, DepecheMode perché no i Subsonica che sono ballabilissimi, ma anche tuffarsi all’indietro con Little Richard e la sua “tuttifrutti”.

Folle paganti ma poco esagitate. Questo è il paradiso dell’organizzatore. Non sia mai che qualcuno si accorga che ci potrebbe essere qualcosa di diverso da una serata inscatolata ad agitarsi ad un ritmo soporifero bevendo un bicchiere di ghiaccio condito.

 

Frutto malsano di: ajabulle a 13:44 | link | commenti (4) |

martedì, 11 aprile 2006
La scrittura vive di malinconia.

Ebbene si. Lungo tempo di silenzio, perchè scrivere, sfogarsi, è un distogliere l'attenzione da qualcosa che ci coinvolge troppo e che, se non ce ne liberassimo, ci renderebbe la vita insopportabile.

Così uno si mette a suonare, si impara tutti i pezzi di pianoforte più strappalacrime possibili, scrive, scrive, scrive. Magari non pubblica, ma scrive.

E ora? E ora basta. C'è stata la svolta, e finchè questo blog non troverà altra utilità, forse resterà in silenzio. O forse no...

Ma per il momento non c'è tempo per scrivere.  ... Anzi non è che non ci sia tempo, è che per ora lo impiego altrove. Besitos a chiunque continuasse a leggermi e anche no.

Sono impazzito definitivamente, ma in un altro senso.

Cantavano i beatles.... "all we need is love."

Frutto malsano di: ajabulle a 20:59 | link | commenti (5) |