In attesa di cervello nuovo, incollo.

Senza Memoria Concreta.

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Acido e birra. L'Italia è una repubblica fondata sul bigotto. Rivoglio le mie ali nere, il mio mantello. ... il tempo che decidi di sprecare, non è sprecato.

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domenica, 19 marzo 2006
Oceano mare parla di un uomo che inseguiva un sogno.

Uno si costruisce grandi storie, questo è il fatto, e può andare avanti anni a crederci, non importa quanto pazze sono e inverosimili, se le porta addosso, e basta. Si è anche felici, di cose del genere. Felici. E potrebbe non finire mai. Poi, un giorno, succede che si rompe qualocsa, nel cuore del gran marchingegno fantastico, tac, senza nessuna ragione, si rompe d'improvviso e tu rimani lì, senza capire come mai tutta quella favolosa storia non ce l'hai più addosso, ma davanti, come fosse la follia di un altro, e quell'altro sei tu. Tac. Alle volte basta un niente. Anche solo una domanda che affiora. Basta quello.

- Madame Deverià... io come farò a riconoscerla, quella donna, la mia, quando la incontrerò? Anche solo una domanda elementare che affiora dalle tane sotterranee in cui la si era sepolta. Basta quello.

- Come farò a riconoscerla quando la incontrerò? Già.

- Ma in tutti questi anni non ve lo siete mai domandato?

No. Sapevo che l'avrei riconosciuta, tutto qui. Ma adesso ho paura. Ho paura che non sarò capace di capire. E lei passerà. E io la perderò.

Ha davvero addosso tutta la pena addosso, il professor Bartleboom.

- Insegnatemelo voi, Madame Deveirà, come farò a riconoscerla quando la vedrò.

Chiudete gli occhi Bartleboom, e datemi le vostre mani.

Bartleboom ubbidisce. E subito sente sotto le sue mani il volto di quella donna, e le labbra che giocano con le sue dita, e poi il collo sottile e la camicia che si apre, le mani di lei che guidano le sue lungo quella pelle calda e morbidissima, e se le stringono addosso, a sentire i segreti di quel corpo sconosciuto, a stringere quel calore, per poi risalire sulle spalle, tra i capelli e di nuovo tra le labbra, dove le dita scivolano avanti e indietro fino a quando non arriva una voce a fermarle e a scrivere nel silenzio:

- Guardatemi Bartleboom.

La camicia le è scesa sul grembo. Gli occhi le sorridono senza nessun imbarazzo:

- Un giorno vedrete una donna e sentirete tutto questo senza nemmeno toccarla.

 

...io non ho le parole da dirti o il coraggio di farti capire, darling
cosa sai di me
ma se solo una volta, un'unica volta mi guardi negli occhi e non parli
magari
puoi sentirmi piangere

Hold me, love me, ma che senso ha
stare così bene se non durerà
Hold me, trust me don't you go away
io impazzisco baby e tu invece pensi che

che anche questa storia finisce e come tutte le storie alla fine sparisce
honey
e questo non mi va
ma non è questa stupida lingua è la vita degli altri
che insegna e ferisce, e domani ci dividerà

e invece
e invece tu non sai...

(Daniele Silvestri - Hold Me)

Questo post nasce e muore come un accozzaglia di riferimenti ad altre cose. Ma va bene così.

Frutto malsano di: ajabulle a 12:46 | link | commenti (3) |


Commenti
#1   23 Marzo 2006 - 03:25
 
Ero in stato di allegria, ora non più.
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente stardeath

#2   28 Marzo 2006 - 22:33
 
lasci senza parole...ma lacrime
utente anonimo

#3   20 Dicembre 2007 - 12:01
 
non conosco i tuoi riferimenti
ma, questo post, mi piace molto...


ciao
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente animavera3

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