Estigàzzi.

Nome: No.
Acido e birra.
L'Italia è una repubblica fondata sul bigotto.
Rivoglio le mie ali nere, il mio mantello.
... il tempo che decidi di sprecare, non è sprecato.
Contatore
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Cagliari è un ricettacolo di persone deficienti. Lo sport nazionale è trovare sempre un modo o un motivo per storcere il naso. Purtroppo a causa di una sorta di effetto calamita repulsiva non riesco a stare molto a contatto con la Cagliari “bene”, ma ogni qualvolta mi si presenta l'occasione non posso far altro che rimanere fulminato. Insomma a 15 anni pensi che prima o poi gli passerà, che crescendo si renderanno conto che un barbour e le hogan non ti rendono diverso dagli altri, se non per quel discutibile aroma di grasso di foca. Effettivamente è così, crescendo si rendono conto che esistono anche altre marche più costose e che il barbour è passato di moda. Parlo con persone che sono costrette ad indossare una divisa per lavoro ogni santo giorno ed impazziscono, perchè sono costrette ad uniformarsi, ma poi vedo persone che pagano per poter avere una divisa e che storcono il naso se la somma dei prezzi degli abiti di chi hanno di fronte non supera almeno le 3 cifre. Innegabile e lodevole che tale stirpe abbia sviluppato una capacità di calcolo istantaneo non indifferente, ma sinceramente non capisco. Non capisco perché ad ogni cambio di stagione tutti debbano correre a rinnovare il guardaroba perché la moda ha deciso così. Ma la moda a Londra non era la gente a farla e ispirare gli stilisti gay poco creativi? E noi? Noi Cagliari. Noi schiavi. Poi ti volti, guardi agli antipodi, a quelli “che se ne fregano”. E invece no. perché, colpo di scena, nemmeno quelli vestiti "spiritosi", che secondo legge “abito fa monaco” dovrebbero essere gioiosi come clown con pantaloni a scacchi e casuali colori arlecchini riescono a guardare oltre. Perchè poi li senti additare allo stesso modo quelli che li criticano per lo stesso motivo. Evviva il pregiudizio. Di cui poi son schiavo io stesso parlandone in questi termini.